Tutti i giorni la bacheca di Facebook mi si riempie di battute e lazzi su Berlusco. Ora, se si tratta di prendere in giro Berlusco, com'è noto, non mi tiro indietro, ma cerco di non perdere di vista che esistono anche altre cose nella vita. Berlusco è così come è: un po' gli viene naturale, un po' costruisce la sua immagine, e agli italiani piace: in altri termini, lui ha vinto le elezioni e noi no.
Prenderlo in giro è facile, ma diventa anche un comodo alibi. Di fronte alle sue gaffes con la regina d'Inghilterra o con Angela Merkel reagiamo con la puzza al naso e ci sentiamo superiori, adottando un'aria da primi della classe che, in genere, fa perdere i voti e induce allo sbadiglio. Il Veltrone, ad esempio, è stato lì anni a dire: "non si fa così, non è elegante", ma non ha perso un minuto a chiedersi, o chiederci, perché Berlusco vince. Ha le televisioni: ecco un altro comodo alibi.
Secondo me Berlusco vince perché ha individuato dei bisogni sociali reali e ha dato delle risposte: se non ci piacciono, quello che dobbiamo fare è un'operazione di vecchia scuola: capire quali bisogni ha individuato Berlusco, quali risposte dà, e quali possono essere le risposte alternative di uno schieramento di centrosinistra.
Purtroppo questo lavoro di ricerca non si poteva fare: bisognava fare prima il partito democratico, cioè costruire il contenitore - se si partiva dal contenuto, non si riusciva a mettere insieme i pezzi. Adesso il contenitore c'è: con Binetti e Rutelli che sottoscrivono un programma elettorale che comprende il riconoscimento delle unioni civili, poi vanno al governo e bloccano questo riconoscimento, perché il vescovo glielo ha ordinato al cellulare.
Di fronte a questi fatti (che potrebbero essere migliaia: potremmo dire di una campagna elettorale che ha mirato a distruggere ogni residuo di partito socialista in Italia, oppure della demenza bertinottiana di stare in un governo sabotandolo ogni giorno, o della fantasia di Vendola che, in una situazione di quasi coma e in presenza di soglie elettorali, decide di fare un partito nuovo) di fronte a questi fatti, onestamente, noi che cazzo abbiamo di meglio rispetto a Berlusco? Se trattassimo un qualunque sindaco di centro sinistra (compreso un Cofferati o quello che ha fatto le linee di autobus per i neri) così come trattiamo Berlusco, senza sconti, il popolo di sinistra s'incazzerebbe e a ragione.
Allora dovremmo ricominciare a fare un po' di politica vera, benché io sia convinto che non ne siamo più capaci.
Per questo è più comodo insistere ossessivamente con le gaffes di Berlusconi.
E, tanto per precisare, quando dico queste cose, faccio un'analisi leninista. Chiedo solo che le colpe di Berlusconi non servano a coprire le nostre.
Prenderlo in giro è facile, ma diventa anche un comodo alibi. Di fronte alle sue gaffes con la regina d'Inghilterra o con Angela Merkel reagiamo con la puzza al naso e ci sentiamo superiori, adottando un'aria da primi della classe che, in genere, fa perdere i voti e induce allo sbadiglio. Il Veltrone, ad esempio, è stato lì anni a dire: "non si fa così, non è elegante", ma non ha perso un minuto a chiedersi, o chiederci, perché Berlusco vince. Ha le televisioni: ecco un altro comodo alibi.
Secondo me Berlusco vince perché ha individuato dei bisogni sociali reali e ha dato delle risposte: se non ci piacciono, quello che dobbiamo fare è un'operazione di vecchia scuola: capire quali bisogni ha individuato Berlusco, quali risposte dà, e quali possono essere le risposte alternative di uno schieramento di centrosinistra.
Purtroppo questo lavoro di ricerca non si poteva fare: bisognava fare prima il partito democratico, cioè costruire il contenitore - se si partiva dal contenuto, non si riusciva a mettere insieme i pezzi. Adesso il contenitore c'è: con Binetti e Rutelli che sottoscrivono un programma elettorale che comprende il riconoscimento delle unioni civili, poi vanno al governo e bloccano questo riconoscimento, perché il vescovo glielo ha ordinato al cellulare.
Di fronte a questi fatti (che potrebbero essere migliaia: potremmo dire di una campagna elettorale che ha mirato a distruggere ogni residuo di partito socialista in Italia, oppure della demenza bertinottiana di stare in un governo sabotandolo ogni giorno, o della fantasia di Vendola che, in una situazione di quasi coma e in presenza di soglie elettorali, decide di fare un partito nuovo) di fronte a questi fatti, onestamente, noi che cazzo abbiamo di meglio rispetto a Berlusco? Se trattassimo un qualunque sindaco di centro sinistra (compreso un Cofferati o quello che ha fatto le linee di autobus per i neri) così come trattiamo Berlusco, senza sconti, il popolo di sinistra s'incazzerebbe e a ragione.
Allora dovremmo ricominciare a fare un po' di politica vera, benché io sia convinto che non ne siamo più capaci.
Per questo è più comodo insistere ossessivamente con le gaffes di Berlusconi.
E, tanto per precisare, quando dico queste cose, faccio un'analisi leninista. Chiedo solo che le colpe di Berlusconi non servano a coprire le nostre.
1 commenti:
Parole sante!
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